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Itinerari nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga |
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Itinerari nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga |
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Itinerari nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga |
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CIMA DI FAIETE (1915 m) E RUDERI DEL MONASTERO DI S. MARIA DEL MONTE |
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MONTAGNA DEI FIORI - LE GOLE DEL SALINELLO E CASTEL MANFRINO |
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IL GRANDE ANELLO Prati di Tivo - Campo Imperatore - Prati di Tivo |
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CIMA DI FAIETE (1915 m) E RUDERI DEL MONASTERO DI S. MARIA DEL MONTE |
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Partenza:
Assergi, Fossa di
Paganica |
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Itinerario nei bel mezzo di Campo Imperatore, una piana che ha una altitudine media di 1600 metri. L'antica Campo Radduro conserva un fascino particolare dovuto ad un ambiente che Fosco Maraini definì tibetano per la evidente somiglianza con l'altopiano asiatico. L'itinerario proposto è un anello che tocca i ruderi del monastero di Santa Maria del Monte, grancia cistercense fondata nel 1222. Un esempio del grosso sforzo di bonifica che rilasciò la transumanza, fenomeno cruciale nell'economia e nella storia del Gran Sasso. Da Assergi si sale per la S.S. 17 bis fino alla Fossa di Paganica, nei pressi del bivio che scende a Campo Nevada, un insediamento alberghiero nella valletta della Fossa di Paganica. Parcheggiata l'auto sul bordo della strada, ci si avvia a prendere (direzione ESE) il costone erboso e dalle linee dolci che porta, con pendenza uniforme, alla cima di Faiete (1915m). All'inizio dell'estate si possono ammirare le bellissime e numerose fioriture dei papaveri alpini dai diafani, bianchi pelali e, ancora, della genzianella che, con il suo azzurro intenso, rompe l'uniformità verde dei pascoli. Bello anche il panorama su Campo Imperatore e, alle spalle, sulla massa rocciosa di Corno Grande che si erge improvvisamente dalla monotona della piana di Campo Imperatore. Dalla cima si continua per il costone scendendo ai visibili ruderi del monastero ed al lago, pur esso visibile, di Passaneta. Dal lago ci si avvia per il ritorno (direzione ONO), si oltrepassa un fontanile con annessa costruzione, risalendo una piccola gola rocciosa e accedendo al una bellissima valletta prativa dominata a destra, dalla Cima di Faiete e dal costone percorso dall'andata. Continuando per la valletta, si oltrepassa il Lago di Barisciano giungendo in vista della statale n. 17 bis. Appena possibile si taglia a destra a mezzacosta lasciando, sulla sinistra, Le Fossette, doline con acqua solo ad inizio stagione, e si arriva alla strada e al punto di partenza.
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MONTE SIELLA (2027 M) |
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Partenza: Campo Imperatore
Fonte Vetica (1632 M) |
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Una bella e verde montagna il Siella, ricca di fioriture di stella alpina appenninica da non cogliere. L'ultima grande montagna verso l'Adriatico, della lunga catena del Gran Sasso che, lo ricordiamo, inizia dal passo delle Campanelle e termina al Vado di Sole per circa 40 ininterrotti chilometri di montagne prima o dopo l'escursione è consigliabile una visita al vicino Castel del Monte (1346 m),famoso per la produzione dell'ottimo formaggio pecorino. Molti gli angoli suggestivi di questo borgo, come la torre campanaria e la cupola della chiesa rinascimentale - barocca di S. Marco Evangelista. Nella parte più antica del paese è bello aggirarsi tra le tante viuzze, gli androni, gli archetti, le scalinate, i sottopassaggi, ammirare i portali delle case con le pietre scolpite e la chiesetta di S. Rocco contigua alla torre con, all'interno, l'altare intagliato in legno dorato. infine la grande chiesa della Madonna del Suffragio, con il portale settecentesco e la statua della Madonna, sull'altare, in costume locale. Da Assergi o Castel del Monte si raggiunge Fonte Vetica, dapprima con la S.S. 17 bis, poi, al bivio di S. Egidio, si prende il rettilineo che, in due km, porta al Rifugio di Fonte Velica (1632 m). Dal rifugio, aperto d'estate con servizio ristorante, si segue il sentiero che attraversa il rimboschimento a pineta, poi costeggia sinistra un canale e si inerpica, rapidamente e con vari tornanti, fino alla Sella di Fonte Fredda (1994 m). Qui, si prosegue sulla destra (direzione SE) percorrendo la cresta che, con leggeri e dolci saliscendi, porla fino alla cima di Monte Siella (2027 m). Dalla vetta si continua per la cresta opposta, un po' più impegnativa, (direzione SSE) scendendo fino al Vado di Siella (1725 m). Da qui per sentiero, in direzione ovest, a destra, si scende nella piana e, con lungo percorso, oltrepassate le fonticelle, si torna a Fonte Vetica.
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TRAVERSATA SUD NORD |
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Partenza:
ruderi di S. Egidio, 1 km dopo il bivio per l'Albergo di Campo Imperatore |
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Bellissima traversata che taglia, al centro, in due, la lunga cordigliera del Gran Sasso. Si consiglia questo itinerario da sud a nord, ad evitare le ripide salite al Vado di Piaverano dal versante nord. Se si parte presto, si godrà della particolare luce che, all'alba, illumina la bellissima piana rocciosa del Corno Grande che si erge, improvvisa, dalla piana di Campo Imperatore. Naturalmente occorre organizzarsi con le auto poiché‚ si tratta di una traversala. Da Castel del morite, o da Assergi, si percorre la statale che sale a Campo Imperatore. Ad un bivio si gira per S. Egidio e Albergo di Campo Imperatore (segnalo: circa 22 km da Castel del monte e 19 km da Assergi). Dal bivio, percorso poco più di un km, si parcheggia. A destra, un po' in allo sulla strada, vi sono i ruderi di S. Egidio, nei pressi di ricovero di pastori; a destra, parte il nostro sentiero, largo e diritto, che si inoltra nella piana, in direzione del Vado di Piaverano. Si continua attraversando i bei pianori di Campo Imperatore, su pista ben tracciata e segnata. oltrepassata una sterrata, si prosegue, ancora (direzione NE) giungendo ad un bivio qui il sentiero inizia a salire. Si continua a sinistra, tralasciando a destra il sentierino che porta invece alle Torri di Casanova. Si prosegue ancora in direzione nord e su percorso che alla fine diventa un po' impegnativo, si giunge al Vado di Piaverano che divide le Torri di Casanova, a destra, dal Brancastello, a sinistra. Dal vado si inizia a scendere nel versante settentrionale e, con vari tornanti si giunge in una zona meno ripida. Sempre in direzione nord, si arriva alla caratteristica chiesetta di Santa Colomba, a 1234 metri, e da qui, ripidamente, si scende ancora fino alla sterrata che, in un km, porla all'asfaltata che sale da Pretara e da Isola del Gran Sasso.
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IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO |
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Partenza: Calascio (AQ) |
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Il Castello di Rocca Calascio è una delle tante testimonianze dell'incastellamento che seguì la dominazione di Federico II e il ristabilirsi della transumanza, fenomeno economico e sociale cruciale per l'Abruzzo. Il castello, a cavallo di una cresta, domina il versante di Campo imperatore a nord e l'altipiano di Navelli a sud fino alla conca aquilana ad ovest. Stupendo, di pietra bianchissima, dalle torri cilindriche, il castello è ben visibile e staglialo nel cielo. La sua posizione panoramica e
alta (1 500 m), le sue forme tipicamente medioevali e l'enorme,
selvaggia distesa di Campo Imperatore, sotto le sue mura, hanno
ispirato più di un regista per girare film d'epoca o fantastici
tipo Conan il Barbaro o Lady Hawke. Visitato il castello e il
bell'oratorio del '500, poco più sotto, si può sostare all'area
picnic dello specchio d'acqua che si intravede, duecento metri
più in basso, vicino alla strada che sale a Castel del Monte. A sinistra parte una strada asfaltata chiusa dopo 150 metri e a destra una sterrata, In mezzo una cresta con un sentierino appena accennato. Seguendo questo ci terremo sempre sulla cresta e passando per le vecchie mura del paesino abbandonato e tra le case diroccate arriveremo, in mezz'ora, al castello. Si accede dentro con un ponte. Visitatolo si scende al sottostante oratorio (chiuso) a pianta ottagonale. Da qui una sterrata ci riporta al fontanile ove abbiamo parcheggiato. Tornati a Calascio si prosegue per S. Stefano di Sessanio (km 6) per visitare il bellissimo borgo medioevale mediceo.
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VALLE D'ANGRI E VOLTIGNO |
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Partenza: Farindola 491 m |
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La Valle d'Angri ed il Voltigno sono due caratteristici luoghi di un Gran Sasso poco conosciuto. Ai margini della parte centrale del massiccio, un po' in disparte dalle più celebrate cime del gruppo, la Valle d'Angri e l'Altopiano del Voltigno sono preziosissime da un punto di vista naturalistico. La valle ospita una vegetazione varia e diversificata come lecci, roverelle, aceri, faggi, tigli, carpini neri, maggiociondoli e noccioli. Anche la fauna è ricca grazie all'isolamento di questa parte del Gran Sasso. Possiamo avvistare poiane, falchi pellegrini, incontrare il tasso, il capriolo, il lupo appenninico e, con molta fortuna, il gatto selvatico. Un discorso a parte merita l'orso, una volta ben presente nella zona tanto è vero che un domenicano, certo Serafino Razzi (sec. XVI), in visita a Farindola, descrisse, ammirato, le scuole che, in quel periodo, insegnavano la caccia all'orso. Non meno interessante è l'Altipiano del Voltigno, caratterizzato dalla presenza delle doline forme tipiche del paesaggio carsico che si presentano come un avvallamento circolare o sub circolare in cui l'acqua viene assorbita e convogliata nelle vie sotterranee. Particolarmente importanti sono alcuni endemismi della zona. Da segnalare il ranuncolo della varietà marsiense, caratteristico dei prati umidi. Da Farindola si sale, su strada, fino all'imbocco della valle (Mortaio d'Angri 695 m). il sentiero inizia proprio dopo il bar ed e contrassegnai con la bandierina giallorossa. Dopo aver risalito la valle per un buon tratto, a volte costeggiando il fiume, si arriva ad un punto dove il sentiero devia leggermente sulla sinistra, scostandosi dal corso d'acqua. Si prosegue fino ad incontrare un bivio dove si prende a sinistra per il sentiero contrassegnalo con il n. 22. Da questo punto il sentiero risale la faggeta fino alla Fonte di S. Tommaso (1 315 m); e si immette nella strada che porta fino a Vado di Focina (1383 m); qui ci si affaccia sull'Altipiano del Voltigno. Per il ritorno si segue lo stesso itinerario oppure, organizzandosi, ci si fa riprendere con l'auto per scendere a Villa Celiera.
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RIFUGIO DELLA FIUMANA (1720 m) da Padula |
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Partenza: Padula (990 m) |
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Bellissimo percorso che risale l'alta Valle del Tordino, il fiume di Teramo. L'Ambiente è davvero magnifico e selvaggio, ricco di verde e, di acque. Inoltre, nei pressi del rifugio, in genere occupato dai pastori, si può campeggiare essendoci l'acqua del torrente e una piccola sorgente. Si raggiunge Padula, uno dei tanti sperduti e pittoreschi paesini della Laga. Per arrivarci si prende, a metà strada tra Teramo e Montorio, il
bivio nei pressi di Frondarola per Valle San Giovanni. Si
continua, per la tortuosa strada, passando per valli paesini e
frazioni fino a Padula (990 m). Poco prima del ponte, che scavalca il Tordino,
si prende la sterrata di destra, abbandonando quella che prosegue
per la frazione di Macchiatornella. Per il ritorno si possono seguire le sponde di torrente, facendo molta attenzione alle lastre levigate di roccia, spesso scivolose a causa del muschio. Si oltrepassa un rifugio chiuso e l'immancabile captazione dell'ENEL vicino ricongiungendosi, infine, cori l'itinerario di partenza, nei pressi del ponticello metallico di Fosso della Cavata.
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MONTAGNA DEI FIORI - MONTI PISELLI E GIRELLA |
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Partenza:
San Giacomo (1105 m) |
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La Montagna dei Fiori, posta proprio sopra Teramo e Ascoli, è una bellissima, isolai montagna, avamposto dei Monti della Laga ma con una caratterizzazione particolare dovuta all'abbondanza della vegetazione (specie nei versante teramano), delle acque dei colori. È una montagna, poi, lontana dai flussi escursionistici di massa, tipici del vicino Gran Sasso e, in misura minore, anche della stessa Laga. Le due vette principali, il Monte Piselli il Monte Girella, sono quasi separate, dal Teramano, dalle profonde e misteriose Gole del Salinello, che oltre ad ospitare l'aquila reale, ospitano anche il raro geotritone italico (Hydromantes italicus). Dal 1990, le Gole del Salinello sono Riserva naturale regionale. L'importanza del posto è forse più legala all'archeologia: le grotte infatti erano abitate sin dalla preistoria, come dimostrano i resti venuti alla luce, anche recente, e conservali al vicino Museo di Carnpovalano. Da Teramo, proseguendo per Civitella, poco prima della cittadina, si gira a sinistra al bivio per Ripe. Oltrepassato il paese, si prosegue fino a San Giacomo; da qui, agli impianti sciistici Monte Piselli. Lasciata l'auto, si sale per sterrata, sotto l'impianto sciistico, fino alla Capanna (stazzo di pastori). Da qui si prosegue a sinistra (ES per sentiero mezzacosta, leggermente in salita, e arriva al Laghetto (1653 m). Dal Laghetto si sale seguendo la cresta sud (direzione nord) fino in vetta al Monte Pisci (1676 M). Si scende, tornando sui propri passi, fino al Laghetto proseguendo poi in direzione sud per la Capanna Ticchiarelli (stazzo di pastori 1706 m) Poi si scende verso est, avendo, sulla destra, la cresta che collega il Monte Piselli al Monte Girella. Giunti ad una sella (1687 M), si prende sinistra la cresta per la ormai vicina vetta Monte Girella (1814 m) che si raggiunge in breve. Dalla vetta si riscende alla sella e prosegue in direzione ovest, oltrepassando il lago (1620 m) e proseguendo lungo il fosso il Vallone si raggiunge la Capanna, punto di partenza.
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MONTAGNA DEI FIORI - LE GOLE DEL SALINELLO E CASTEL MANFRINO |
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Partenza: Macchia da Sole
(891 m) |
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Splendido itinerario di grande interesse archeologico, naturalistico e culturale; escursione abbastanza sconosciuta in un dei posti più dimenticati dell'Appennino. Esso percorre dapprima le Gole del Salinello ricco di bellezze ambientali e di grotte, dove anticamente abitava uomo dell'età del bronzo, ma anche di età più recente come testimoniano i numerosi resti di monasteri benedettini risalenti al XIII secolo. Numerosi sono i rapaci che nidificano nelle gole dove è stata accertata anche la presenza di una coppia di aquile reali. Qui, sono stati trovali pregevoli manufatti in ceramica, oggi conservati nell'interessantissimo museo di Campli che ospita, oltretutto, gli importanti reparti archeologia della necropoli di Campovalano. Il percorso, poi, raggiunge i misteriosi rude di Castel Manfrino (sec. XI-XIII), rocca voluta del re svevo Manfredi a guardia dei confini tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, e costruito sui resti di un castro romano. Racconta la tradizione popolare, che il castello fosse collegato da un lunghissimo tunnel sotterraneo, con la fortezza di Civitella che, da qui, è visibile in tutta la sua importanza. Del castello rimangono i resti della grande torre, di una cisterna, un'alta torre centrale e i ruderi delle antiche mura perimetrali. Da Macchia da Sole (831 m), sperduto villaggio sotto la Montagna dei Fiori (strada da Teramo per Campovalano e Garrufo o da Ascoli per Civitella del Tronto o per San Vito), verso est e un po fuori dell'abitato, inizia la sterrata, poi sentiero che, costeggiando la sponda nord del torrente Salillello, in un ambiente particolarmente suggestivo e ricco di anfratti, scende alla grotta eremo di Sant'Angelo (507 M). Dall'eremo si sale verso ovest, fino a quota 810 metri, per poi scendere al Fosso del Lago (516 m) e risalire ai ruderi di Castel Manfrino (963 m). Quindi per la cresta rocciosa, si arriva ad una selletta e da qui si scende, con il sentiero a mezzacosta, per poi risalire a macchia da Sole (891 m), punto di partenza.
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PIANA DEI CAVALIERI (1426 m) |
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Partenza: Colle Frattale
(847 m) |
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La Laga è ricca di piccoli tesori, nascosti nel verde e nelle acque che la caratterizzano. Itinerari poco conosciuti, valli e pianori noti solo a pastori, boscaioli e fungaioli ma, proprio per questo, attraenti per l'escursione che può rivivere, attraversando questi luoghi, i ritmi e le magiche atmosfere di altri tempi. La Piana dei Cavalieri è un vasto e bellissimo pianoro, alla confluenza di numerosi fiumiciattoli. La piana è raggiunta, da nord est, da una strada sterrata che proviene da Valle Castellana, chiusa però al traffico, poco fuori i paesini di Morrice e Colle Frattale. Notevole la Foresta di San Gerbone, Raggiunto il paese di Valle Castellana da Teramo, passando per Il Ceppo (strada lunga e tortuosa), si continua, oltrepassando Morrice e poi San Giovanni, fino alla frazione di Colle Frattale (847 M). Qui, parcheggiata l'auto, si continua, a piedi, sulla strada che costeggia il torrente Castellano che scorre molto più in basso. Ad un bivio, si prosegue a sinistra, sempre sulla sterrata che ora si avvicina al Rio Castellano, costeggiandolo. Ad un secondo bivio, si prosegue ancora a sinistra, percorrendo, sempre su sterrata, il fondo della valle, lasciando sulla destra la bella Foresta di San Gerbone. Si giunge, cosi, alla vasta Piano dei Cavalieri, praticamente alla testata della valle. Da qui, per proseguire non c'è che l'imbarazzo della scelta: si può risalire, seguendo sempre la direzione sud ovest, verso la cresta, alla Sella di Jaccio Porcelli che poi, a destra, porta al Pizzo di Svevo o, a scendere (tracciolino di Annibale), porta ad Amatrice, oppure, si può tornare indietro tagliando a mezzacosta, in leggera salita, in direzione est, per poi seguire la cresta di Monte Pelone, Colle Romicito e Cima Campuna che riporla alla sterrata dell'andata, a 4 km da Colle Frattale, punto di partenza.
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ALLE CASCATE DELLA MORRICANA Per il Bosco della Martese |
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Partenza: Loc. Il Ceppo
(1324 m) |
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È un bellanello che attraversa uno dei più bei boschi dell'Appennino. Soprattutto un bosco ricco di funghi porcini. Tra faggi e abeti bianchi si perviene in un luogo suggestivo qual è la cascata della Morricana. L'itinerario è classico e molto frequentato a causa della bellezza dei luoghi, della facilità del sentiero (molto su sterrata) e della ricchezza dei frulli del sottobosco, C'è da dire che questo gruppo montuoso solo da poco sia scoprendo l'escursionismo essendo una montagna frequentata, per lo più dai locali e per ragioni di lavoro come pascolo, legnatico e silvicoltura di montagna. A il Ceppo è consigliabile sostare al ritorno e gustare i prelibati piatti, tutti a base di funghi locali e sapientemente elaborati dal rinomato ristorante "Julia". Dalla località il Ceppo, raggiungibile da Teramo con strada lunga e tortuosa (calcolare da Teramo più di un'ora), si continua per circa 250 metri la strada (SSO) fino alla sbarra della forestale (spiazzo). Qui, parcheggiata l'auto (ma conviene lasciarla al piazzale de il ceppo, ci si incammina nella sterrata di destra. Si attraversano cascatelle, piccoli torrenti e si arriva al bellissimo bosco della Martese, bosco di faggi frammisto ad abeti bianchi. Continuando nel sentiero si attraversa il fosso di Valle Castellana e si continua a nord verso la Costa delle Solagne raggiungendo il rifugio della Comunità Montana agli stazzi della Morricana, utilizzato ai pastori. Nei pressi si possono ammirare le splendide cascate della Morricana. Da qui si risale, verso sud est ai lacci di Verre (2032 m), per poi scendere verso l'ormai asciutto Lago dell'Orso (1811 m) e, con il sentiero di sinistra, verso nord est, si torna a il Ceppo, punto di partenza.
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IL GRANDE ANELLO Prati di Tivo - Campo Imperatore - Prati di Tivo |
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Partenza: Prati di Tivo di
Pietracamela; |
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Dal piazzale di Prati di Tivo (1450m), si prende la strada che va verso SO, in leggera discesa e in direzione di alcuni alberghi. Prima di giungere al primo, si prende, a sinistra, una strada sterrata che poi entra nella faggeta. Si percorre la strada sterrata fino a che termina (km 2,5) nei
pressi di una presa di acquedotto. Da qui inizia il bel sentiero
che risale il fondo della Val Maone giungendo sotto la Sella dei
Grilli che divide il Pizzo Intermesoli dal Pizzo Cefalone. Dal Vado di Corno (1924m) si scende, per comoda pista, verso il visibile Rifugio D'arcangelo (chiuso, chiavi c/o il comune di Isola del Gran Sasso). Prima di giungere al rifugio, ad un bivio, prendere a destra (NE) immettendosi, poco dopo, nel bosco. Si segue il sentiero che scende ripidamente fino ad una sterrata dove vi sono un fontanile, Fonte Nera (1060 m). ed alcune prese d'acquedotto. Si lascia la sterrata che scende a Casale San Nicola e si prosegue per una pista che, in piano, prosegue verso ONO, fino a giungere alla captazione delle acque che scendono dal Paretone. Si oltrepassa, con un ponticello metallico, la piccola diga e a un bivio, si prosegue a sinistra (ovest) per giungere subito alla bella chiesetta di San Nicola (1096m). Si prosegue sempre verso ovest, risalendo il bosco e giungendo con sentiero, a mezzacosta, non sempre individuale, tra le tante piste tracciate dagli animali al pascolo, alla località Cima Alta (1650 m) dove una strada bianca, poi asfaltata, porta al piazzale Prati di Tivo (1450 m), punto di arrivo e partenza di questa lunga e affascinante escursione.
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AL FONDO DELLA SALSA BASE PARETE NORD DEL CAMICIA |
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Partenza: Castelli (TE) |
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E' un itinerario molto suggestivo che conduce, tra fitte faggete e pendii erbosi, alla base della famigerata parete nord del Monte Camicia. Una parete davvero particolare, tetra, repulsiva, spesso bagnata, dalla roccia infida. Si parte da Castelli, famoso paese del teramano per le pregiatissime ceramiche, (da visitare la chiesa di S. Donato) proseguendo sulla strada in direzione di Rigopiano. Si supera la scuola d'Arte Ceramiche e, dopo tre chilometri circa, vi è l'inizio, a destra, del sentiero (cartello giallo). Si segue il bel sentiero, leggermente in salita fino ad un colle con splendida vista sulla parete nord. seguendo il sentiero che ora scende, si giunge ad un bivio. Si continua a sinistra, in salita, fino ad un altro bivio; si prende la diramazione di destra raggiungendo il fondo del torrente. Lo si segue sempre, fino a giungere alla base della parete, di fronte ad una bella cascata. E' bene non avvicinarsi troppo alla parete per il pericolo di scariche di sassi. Ritorno per lo stesso itinerario.
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Itinerari nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga |
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Itinerari nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga |
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