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Itinerari nel Parco Regionale Velino-Sirente |
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Itinerari nel Parco Regionale Velino-Sirente |
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Itinerari nel Parco Regionale Velino-Sirente |
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Itinerari nel Parco Regionale Velino-Sirente |
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GOLE DI CELANO |
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Partenza: Ovindoli valle d'Arano (1325 m) |
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Stretto, incassato tra alte pareti rocciose, le "Gole di Celano" costituiscono il canyon più famoso degli Appennini. Occorre però andarci con il tempo stabile e in assenza di forte vento che causa spesso la caduta di sassi. A Celano è consigliabile visitare il bel castello medioevale , oggi museo, appartenuto ai Piccolomini e poi agli Orsini. Da Ovindoli, si percorre la strada asfaltata che entra in Valle d'Arano. Si parcheggia alla fine dell'asfaltata e ci si avvia a piedi sulla carrareccia di destra che percorre tutta la bella valle fino in fondo (circa 3 km) dove c'è un fontanile a quota 1325. Qui ha inizio il sentiero per le gole che non è quello evidente sulla destra che passa a fianco di una costruzione ma è quello, appena accennato sull'erba, che entra subito nel valloncello in direzione est (segni giallorossi su un sasso poco visibili). Il sentiero, poco dopo, diventa evidente e ben segnato. Si attraversa una fitta faggeta per poi scendere più rapidamente verso il fondo delle gole tenendosi a destra ed entrando in una bella pineta. Si scende ancora fino a toccare il fondo del torrente dove, dopo un breve tratto, c'è una deviazione che torna indietro e porta alla spettacolare Fonte degli Innamorati, una bella, piccola cascata d'acqua. Si torna indietro e si riprende il sentiero che via via diventa sempre più roccioso e con meno vegetazione fino ad entrare nella parte più spettacolare e nelle strettoie del canyon. Qui si scende tra grossi massi (attenzione molti sono scivolosi) e si guadagna l'uscita dove riprende la vegetazione e l'ambiente si fa più aperto. L'itinerario si conclude sii uno spiazzo (780 m) dove le gole finiscono e inizia una sterrata percorribile in auto che si collega con la statale che sale a Celano.
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FONTE ANATELLA |
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Partenza: Rovere (1413 m) |
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Simpatica escursione, facile e per niente faticosa, adatta a tutti, che consente di avvicinarsi alla montagna, cogliendone gli aspetti più dolci e tranquilli. La grande foresta, il sentiero ben disegnato e comodo, l'assenza di dislivelli, le belle radure, infine la fonte, sono gli ingredienti di questa escursione che consiglio a coloro che, per la prima volta, iniziano a fare escursionismo e a godere, a piedi, delle bellezze della natura montana. Infine, a maggior interesse dell'escursione, vi la possibilità di avvistare caprioli e daini (non sempre presenti) in un grande recinto della forestale nei pressi della fonte. Da Rovere, bel paesino dell'Altopiano delle Rocche, situato su uno sperone roccioso a quota 1413 Metri, si prende una stradina in direzione del cimitero, ma sul lato opposto, giungendo ad un fontanile. Da qui ha inizio una pista che si inoltra nella radura, parallela al bosco che rimane sulla destra. Poco dopo il sentiero entra nel bosco rimanendo, comunque, sempre ai margini di esso, fino a sbucare nel pianoro dell'Anatella dove vi è la fonte omonima. Bella la vista sulle balze rocciose del versante nord del Sirente e sugli estesi boschi sottostanti. Da qui, proseguendo, si raggiunge il visibile recinto della forestale. Andando oltre si sbuca nel bellissimo pianoro dei Prati del Sirente e nella vicina strada che collega Secinaro a Rocca di Mezzo.
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VETTA (2348 m) PER LA VALLE LUPARA |
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Partenza: chalet bruciato strada Secinaro
Rocca di Mezzo (1150 rn) al km 12,5 |
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È l'incontro con un Sirente un po' inconsueto ma bellissimo. Tutto il lungo versante nord della montagna è intatti caratterizzato da verticali pareti e da ripidi canali. Una bastionata molto lunga che domina la sottostante, verdissima Valle Subequana. A fine escursione inoltre, è davvero consigliabile una visita nella Valle Subequana tra i paesini sparsi nel verde, come Gagliano Aterno con il suo poderoso castello e la Chiesa madre, dal prezioso portone gotico trecentesco, con rosone rinascimentale; Fontecchio, con la splendida fontana trecentesca; Acciano, con i resti di medioevali chiese e torri nella frazione di Retti; Secinaro, con la splendida chiesa della Madonna della Consolazione. Dal paesino di Secinaro salendo, o da Rocca di Mezzo scendendo, si raggiunge, sulla strada che collega i due paesi, lo "chalet bruciato" al km 12,50, a quota 1150, con largo parcheggio nei pressi. Da qui si percorre un bel sentiero che entra nel bosco e poco dopo, ad un bivio, si prende a sinistra, lasciandosi, sulla destra, il sentiero che conduce al canale Maiori. Si continua a salire per il bosco seguendo i segnali e, oltrepassate un paio di sterrate, si prosegue e si esce allo scoperto a quota 1750. Da qui è ben visibile tutto il versante nord del Sirente. Il sentiero rientra nel bosco e sale ancora per un centinaio di metri di dislivello fino ad uscire in una piccola radura, a quota 1800, dove il bosco finisce. Si prosegue ancora, verso una selletta che si valica, per poi tagliare, in obliquo, una valletta erbosa; la si attraversa tutta per poi salire sul suo bordo ed entrare nella Valle Lupara vera e propria. Con vari tornanti e con una ripida salita, si perviene alla cresta sommitale che, abbastanza lunga, porta in vetta (2348 m). Si ripercorre al ritorno lo stesso itinerario di salita.
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VETTE DA PIANI DI PEZZA |
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Partenza: piani di Pezza di
Rocca di Mezzo (1468 m) |
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È un itinerario lungo e molto panoramico, abbastanza frequentato sia perché è l'accesso alle vette del Cafornia e del Velino dall'Altopiano delle Rocche e sia perché è possibile dividerlo in due tappe, pernottando al Rifugio Sebastiani. Se si esclude la prima parte, fino al Colle dell'orso, da qui in poi, il sentiero prosegue completamente in cresta con un panorama complessivo sul gruppo del Velino. Non passando per il Rifugio Sebastiani si può abbreviare l'itinerario, andando direttamente al Colle dell'Orso. Da Rocca di Mezzo (1277 m), sede del Parco regionale Sirente - Velino, si prende la sterrata (cartello con freccia) che porta ai Pialli di Pezza (1468 m). Si prosegue (consigliabile a piedi), per la sterrata che attraversa tutto il piano. Giunti in fondo, si prende il sentiero sulla destra. Si sale così entrando nel bosco e, con vari tornanti, si sbuca nell'aperta ed alpestre Vai Cerchiata dove, a un bivio, è indicato: a destra, per il Rifugio Sebastiani, dritti per il Colle dell'Orso, Si prosegue dritti nell'ampia ed aperta valle fino ad arrivare alla testata. Qui il sentiero si fa più ripido salendo con lunghe mezzecoste fino al panoramico Colle dell'Orso (2175 M). Da qui si prosegue in direzione SE, tagliando in obliquo il fianco della cresta sulla sinistra e raggiungendo in leggera discesa il Colle del Bicchero (2075 m). Attenzione! Il sentiero, poco evidente, è segnato sui sassi ma, spesso, questi sono coperti dall'erba alta. Dal colle si risale tutta la cresta fino ad una selletta per poi continuare su terreno più ghiaioso, sulla cresta del Cafornia che conduce in prossimità della vetta raggiungibile con una breve deviazione a sinistra, oltrepassando la lapide dedicata a don Ludovico Frenguelli, sacerdote qui deceduto a causa di una violenta bufera. Dalla vetta, tornati sulla cresta, si continua per il lungo crinale che porta alla vetta del Velino (2468 m). Ritorno per lo stesso itinerario.
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AL RIFUGIO SEBASTIANI (2102 m) |
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Partenza: Piani Di Pezza di
Rocca di Mezzo (1520 m) |
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Il rifugio, collocalo in bella posizione, è gesti lo d'estate, con servizio cucina e dispone di sei posti letto. Di proprietà del CAI di Roma, risale al 1922. Si parte dai Piani di Pezza, raggiungibili salendo per una buona strada sterrata da Rocca di Mezzo (il cartello indicatore, provenendo da Ovindoli, è posto sulla sinistra), preferibile alla sterrata, un po' dissestata, che risale invece da Rovere. Raggiunto il piano, molto bello, con mandrie di mucche e cavalli al pascolo, lo si attraversa, sempre su strada sterrata, fino in fondo. Parcheggiata l'auto, ci si incammina su una comoda pista che porta verso destra (segni giallorossi n. 1) e che si trasforma, dopo alcune, centinaia di metri, in un sentiero largo che inizia a salire nel bosco e, con vari tornanti e svolte, sbuca fuori dalla faggeta nella bella Val Cerchiata, ricca di fioriture, in primavera e all'inizio dell'estate, di genzianielle, anemoni alpini, orchidee. Poco dopo il sentiero, nei pressi di un grosso masso, si biforca. Percorrendo quello che prosegue diritto, entro la valle, ci si dirige verso il visibile Colle dell'orso: prendendo quello sulla destra, invece, si rientra nel bosco, per andare verso il nostro Rifugio Sebastiani (giallorosso 1 A). Una volta usciti dal bosco, si percorrono dei bei prati e poi un valloncello che porla al rifugio. Si torna per lo stesso itinerario.
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Itinerari nel Parco Regionale Velino-Sirente |
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