La Pietra

La Pietra

La convivenza tra uomo e montagna ha fatto si che in Abruzzo, soprattutto alle falde della “Montagna madre” di tutti gli abruzzesi, la Majella, si sviluppasse, fin dai primordi, l’attività dell’estrazione e successivamente della lavorazione della pietra: la duttile pietra bianca e la più resistente e compatta pietra nera, più adatta ad essere lucidata. Materie prime che stanno alla base delle suggestive creazioni degli scalpellini di Lettomanoppello e dintorni.

Scolpire la pietra è un’attività che oggi ancora accomuna tante braccia alle falde della Majella. Un patrimonio di saperi, cultura, arte, storia e tradizione del territorio si esprime nelle forme a cui sanno dare vita gli artigiani lettesi. 

Fin dall’epoca romana i maestri abruzzesi hanno scolpito la pietra bianca locale per realizzare chiese ed edifici, adornandoli con opere di scultura, monumenti, fregi, decori, restauri.

Gli scalpellini di Lettomanoppello si tramandano l’arte di lavorare la pietra fin dall’Ottocento, e questo ha meritato al paese l’appellativo di Piccola “Carrara d’Abruzzo”. 

Da un materiale povero, qual’è la pietra cavata, gli artigiani lettesi sono stati capaci di produrre manufatti di notevole interesse artistico e culturale, contribuendo in questo modo a delineare i tratti del paesaggio abruzzese.

La maestria dello scalpellino si coglie, passeggiando per i vicoli più stretti e dimessi dei paesi d’Abruzzo, dalla lavorazione dei portali d’ingresso, dai fregi delle balconate o dalle facciate delle case padronali. 

Rosoni, mascheroni apotropaici, foglie di acanto, stemmi nobiliari: sono i motivi più ricorrenti della loro produzione. Al giorno d’oggi non mancano sul territorio i laboratori attivi dove è possibile osservare dal vivo l’affascinante mestiere dello scalpellino.

Un altro luogo deputato alla lavorazione della pietra è Poggio Picenze, nella media valle delI’Aterno. La bianca “finissima pietra calcaria” fu utilizzata per la composizione degli elementi di pregio della maggior parte dei palazzi e chiese dell’Aquila. Numerosi sono i contratti che a partire dal quattrocento testimoniano, l’importanza che la pietra bianca del Poggio, ebbe nella composizione delle più belle opere d’arte. Le caratteristiche fisico-chimiche della pietra del Poggio, la rendono adatta per le lavorazioni di maggior pregio, sia per le lavorazioni artistiche ed il restauro che per gli elementi di finitura e di arredo.

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