La Bicicletta: Mountain Bike e Ciclismo

La Bicicletta: Mountain Bike e Ciclismo

La bicicletta è un veicolo che si incontra sempre più frequentemente sulle strade e sui sentieri abruzzesi.

È difficile immaginare un mezzo più rilassante e salutare per cogliere appieno le attrattive che l’Abruzzo sa offrire. Gran parte del traffico autoveicolare corre ormai sulle

moderne arterie costruite negli ultimi anni, liberando così ampi spazi al ciclismo sulle strade più suggestive.

Per i meglio allenati non mancano le salite di ampio raggio. In particolare ce ne sono un paio di oltre duemila metri: Campo Imperatore (2200 m) sul Gran Sasso ed il Blockhaus (2150 m) sulla Majella. Basta considerare che quest’ultima vetta, dal versante orientale, dista meno di 50 km dal mare, per avere un idea della varietà di paesaggi a disposizione. Ancora più duro l’approccio dal versante di Roccamorice (2000 m netti di elevazione in meno di 35 km) che mise in crisi perfino il grande Merckx nel Giro del ‘72.

Malgrado la sua non grande notorietà è stata votata tra le venti salite più difficili d’Europa nel referendum di una rivista specializzata. La presenza di molti paesi appenninici e l’asprezza dei paesaggi fanno di alcuni percorsi una replica dei famosi tapponi dolomitici del Giro. Nel parco dei Monti della Laga si segnalano le ascese al Ceppo (1340 m), al Passo dell’Abate (1475 m) con la splendida vista del Lago di Campotosto e al Passo delle Capannelle (1300 m), più impegnativo dalla parte aquilana, mentre, salendo da Montorio sul versante teramano, si è alle prese con un falsopiano lungo 35 km in gran parte ospitato nel canyon scavato dal fiume Vomano.

Nel territorio del Parco del Gran Sasso si trova l’ascesa ai Prati di Tivo (1450 m), al Passo di Montecristo (1700 m), che ricompensa aprendo le porte dell’altopiano di Campo Imperatore. Qui la strada, finalmentepianeggiante, è uno stretto nastro di asfalto perso nei prati che costeggia l’intera catena del Gran Sasso nella sua rosea maestosità. Al termine dell’altopiano la strada riprende a salire e in pochi chilometri si arriva a Vado di Sole (1620 m), una salita veramente impegnativa se fatta dal versante pescarese (1200 m di elevazione in meno di 20 km), qui lo sguardo spazia sulla lunga successione di colline e sui paesi della provincia di Pescara e più oltre fino al mare.

Molto consigliabile per chi ha nelle gambe la possibilità di fare 100 km, è la strada che salendo da L’Aquila raggiunge l’altopiano delle Rocche dopo il Valico di Rocca di Cambio (1380 m). Continuando dopo Rocca di Mezzo, si può salire al Valico della Forcella (1400 m) porta di accesso per il piano del Sirente e punto di osservazione privilegiato per l’intera catena montuosa.

Una lunga discesa conduce poi a Secinaro e alla Valle dell’Aterno. Da qui a L’Aquila la strada è complessivamente pianeggiante e attraversa alcuni dei paesi più caratteristici dell’aquilano. Emozioni, senza grande sforzo, si possono provare sulla strada che congiunge Anversa degli Abruzzi a Scanno. Qui il pendio è lieve e la vista dei paesini arroccati, le gallerie scavate nella roccia, il torrente Sagittario che ruggisce a fianco e, infine, lo splendore del Lago di Scanno incastonato in mezzo a verdi monti, tolgono il fiato più di quanto faccia la fatica.

Oltre il paese di Scanno, la strada sale più decisamente verso Passo Godi (1600 m). Qui si entra nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo che si presenta con una discesa di 20 km fino a Villetta Barrea e al suo lago. La statale 83 che attraversa il Parco è abbastanza pianeggiante da consentire a chiunque una bella passeggiata in bicicletta; chi voglia invece cimentarsi con prove più impegnative può dirigersi verso Forca d’Acero (1535 m) al confine con il Lazio o verso nord al passo del Diavolo (1400 m). Il Parco della Majella, oltre al Blockhaus, presenta altre salite di rilievo, quali Passo Lanciano (1310 m), molto dura sia da Lettomanoppello (1.000 mt di elevazione in 12 km) che da Pretoro (750 m in 11 km); più pedalabile la lunga scesa a Passo San Leonardo (1280 m) dal versante di Caramanico, anche se la quasi totale assenza di vegetazione la rende molto dura nelle giornate più calde.

La successiva, inebriante discesa su Pacentro costituisce comunque il miglior refrigerio. Altra tradizionale meta ciclistica è il valico della Forchetta (1270 m) che collega il chietino al comprensorio di Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso. Per chiudere con il Parco della Majella, la statale 263, che ne segna il confine orientale, da Bocca di Valle a Fara San Martino (23 km) non presenta salite tali da dover scoraggiare i principianti che verranno ampiamente ripagati dalla bontà dei luoghi. Ancora più pianeggiante è la vecchia strada che da Fossacesia risale la Valle del Sangro. Si arriva all’incantevole Lago di Bomba e a Villa Santa Maria, luogo di rinomata tradizione culinaria e, per chi se la sente, l’oasi naturale di Rosello con i suoi boschi è ad una dozzina di chilometri.

Un grosso impulso, non solo al cicloturismo ma anche all’uso della bicicletta come mezzo quotidiano di trasporto, verrà dato dalla costruenda Ciclopista Costiera che collegherà l’intera costa abruzzese (quasi 150 km) con un tracciato riservato esclusivamente alle biciclette. Si potrebbe continuare a lungo nell’elenco dei percorsi, ma in questa regione sono spesso le strade secondarie a consentire scoperte inaspettate anche ai più navigati esploratori su due ruote. Intraprende-tele quindi con fiducia, troverete paesi in pietra appena accennati sulle carte, gente accogliente e generose fonti d’acqua montana a premiare il vostro impegno.

Discorso a parte merita senza dubbio, la pratica del mountain bike, che consente di poter attraversare strade sterrare, sentieri campestri e per i più coraggiosi, anche avventurose vie altomontane. Gli itinerari sono veramente tanti, adatti a tutte le capacità. Le aziende agrituristiche, sparse come sono sul territorio, costituiscono senza dubbio degli ottimi punti di appoggio per le escursioni o anche per semplici passeggiate. Èdifficile citare particolari sentieri adatti per il mountain bike; molto spesso basta seguire le indicazioni degli itinerari di trekking, che si prestano ottimamente anche per la bicicletta di montagna.

No Comments

Post A Comment