Il Farro

Il Farro

Per avere una salute di ferro.., sarà bene mangiare farro regolarmente. Il farro, cibo nazionale nonchè “aureo alimento” degli antichi romani e prima ancora di egizi ed etruschi, il più antico dei cereali conosciuti dall’uomo, caduto in oblio nell’era moderna con l’avvento della chimica in agricoltura, deve la sua riscoperta alla moderna scienza dell’alimentazione che ha riconosciuto e definitivamente sancito la superiorità indiscussa sotto il profilo nutrizionale dell’antico cereale nei confronti dei più massificati e raffinati grani duri e teneri utilizzati dall’industria alimentare.

Il farro, infatti, è il cereale più completo della dieta dei popoli mediterranei grazie al suo alto contenuto di proteine vegetali, vitamine ( Bl, B2, D, E, K, in particolare la PP, che previene la pellagra, e la provitamina A), fibre e sali minerali (calcio e ferro) che da solo – e ancora meglio se accompagnato dai legumi, ricchi di aminoacidi essenziali come la lisina – riesce a soddisfare il fabbisogno umano; per contro il relativo basso contenuto in grassi e calorie ne consiglia l’assunzione nelle diete.

La cultura letteraria abbonda di citazioni legate al farro. Del progenitore dei grani duri parlano lo scrittore cartaginese Magone, il vecchio Catone nel “De re rustica”, il dottissimo Varrone nel “Rerum rusticarum libri tres”, l’iberico Columella, l’enciclopedico Cornelio Celso e Plinio il vecchio e, non ultimo, il poeta sulmonese Ovidio nei “Fasti”.

I romani ben conoscevano le virtù salutari del cereale, ricchissimo di magnesio, importantissimo per la tonicità dei muscoli e per sciogliere il grasso infracellulare. Prodotto in coltivazione biologica, il farro trova larghissimo impiego in cucina in forma di sfarinati e semola per polenta, paste artigianali ed essicate, pane, pasticceria, oppure nella forma di chicchi interi, semiperlati per facilitarne la cottura, per la preparazione di saporiti ed energetici minestroni e zuppe.

 

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