Arte Medievale

Arte Medievale

L’arte romanica ebbe larga diffusione in Abruzzo per merito dei monaci benedettini venuti direttamente da Montecassino. Numerose costruzioni furono realizzate in luoghi a volte impraticabili, però strategica-mente sicuri, adatti a difendersi da eventuali aggressioni e naturalmente idonei alla vita monastica improntata sull’ora et labora. 

Furono erette grandiose basiliche e complessi monastici con varie fabbriche nelle quali si produceva quanto era necessario per essere completamente autonomi. I più antichi monumenti risalgono ai secoli VI e VII; molti, nel corso del tempo, andarono distrutti e se ne perse la memoria; altri furono provvidenzialmente restaurati.

Nei cenobi benedettini rifiorirono la cultura e le arti. A San Liberatore a Maiella, nella zona più alta di Serramonacesca, sorse la prima scuola di costruttori con caratteri propri ed originali derivanti, tuttavia, dalle classiche basiliche paleocristiane. La scuola si ingrandì, si diffuse in altre località con schemi più liberi. Alcune maestranze crearono la “scuola valvense”, aderente alle tradizioni classiche romane, abilmente trasformate e rielaborate nelle forme più consone alle necessità del culto. Nel XII sec. si r,scontrarono caratteri diversi e più complessi, influenzati dall’arte di altre regioni, Campania, Puglia, Lazio, Sicilia. Non mancarono influssi d’oltralpe, della Borgogna in particolare, diffusi da maestranze francesi e dai monaci cistercensi. La “scuola di Borgogna” portò in Abruzzo esperienze nuove con arditi e originali schemi architettonici. Fece la prima apparizione nella chiesa di San Giovanni in Venere, nei pressi di Fossacesia, mentre l’interno dell’antica chiesa benedettina fu restaurata secondo i canoni cistercensi. Altra importante scuola si affermò a Casauria per merito dell’abate Leonate che, dopo il 1152, iniziò la ricostruzione dell’antica abbazia di San Clemente a Casauria.

Nel luogo convennero le forze più vive della regione, maestri esperti nell’arte edificatoria insieme a maestranze francesi. La “scuola casauriense” operò fino al 1182, anno in cui morì l’illustre abate Leonate. I maestri si trasferirono in altre località dove riuscirono ad esprimere l’inconfondibile stile casauriense.

Oggi gran parte dei documenti mostrano ancora la loro peculiare integrità; alcuni sono stati parzialmente trasformati, altri hanno subìto radicali mutamenti. Moltissimi sono stati restaurati e riportati al loro antico splendore.

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