Abbazia di San Clemente a Casauria

Abbazia di San Clemente a Casauria

L’antichissima abbazia di San Clemente a Casauria sorge nei pressi del fiume Pescara, nel territorio del comune di Castiglione a Casauria, non lontano dall’abitato di Torre de’ Passeri. 

L’abbazia risale all’anno 871 e fu costruita per volere di Ludovico II Imperatore sulle rovine di un antico tempio di Ercole; nell’872 si trasportarono nella chiesa le reliquie di San Clemente. Il monumento subì alterne vicende: completamente distrutta e riedificata, raggiunse il massimo splendore dal 1152 con l’ascesa alla dignità abbaziale dell’abate Leonate, appartenente alla famiglia dei Conti di Manoppello, che si dedicò alla ricostituzione delle rendite e dei beni dell’abbazia e alla ristrutturazione delle chiese dipendenti dal Monastero.

In quell’epoca sorse la scuola Casauriense, composta da artisti della zona e da altri giunti da località diverse. Di solida ed originale struttura architettonica romanico-gotica con forti influenze orientaleggianti, il tempio fu arricchito di sculture ed affreschi di pregio. 

Le ‘mirabili opere” continuarono dopo la morte di Leonate (1182) e furono completate con i grandiosi battenti di bronzo. Seguì un periodo di decadenza, dal 1796 al 1807 tutti i beni furono alienati. Abbandonata e depredata, fu “scoperta” nel 1887 dal Prof. Pier Luigi Calore di Pescosansonesco che riuscì a salvare il monumento da sicura distruzione. Consolidato, ristrutturato e restaurato, oggi rappresenta uno dei gioielli dell’antica arte medioevale d’Abruzzo.

La facciata, a blocchi di pietra (pietra gentile da taglio proveniente dalla cava di Ripa dei Cantoni presso Pescosansonesco), si apre in un portico, costruito tra il 1176 e il 1180, a tre arcate: la mediana a tutto sesto e le laterali ogivali; gli archivolti, ricchi di fregi, poggiano su capitelli di diversa fattura. 

Al di sopra del portico, la parete, arricchita da una cornice ad archetti, è ornata da quattro bifore, due architravate e due con aperture leggermente ogivali, molto probabilmente risalenti all’epoca successiva al terremoto del 1348. Nel portico, coperto da volte a crociera, si apre il possente portale mediano; nella lunetta, circondata da tre archi concentrici, le sculture ritraggono San Clemente in cattedra e l’abate Leonate che offre il modello della chiesa da lui ricostruita. 

Nell’architrave sculture narrano le vicende legate alla fondazione dell’abbazia. L’ingresso è chiuso da pesanti porte di bronzo, eseguite sotto la reggenza dell’abate Joele, divise in formelle con stemmi e col nome dei castelli e dei possedimenti di Casauria, rosoni, figure di abati e monaci; molte delle formelle risultano mancanti e sono state sostituite con altre in legno.

L’interno è a tre navate, forti pilastri in pietra sorreggono arcate ogivali che testimoniano il momento di passaggio dal puro stile romanico al gotico cistercense. Lambone, opera di frate Giacomo da Popoli, è stato iniziato tra gli anni 1176 e 1182 ed è ornato da pregevoli sculture sui capitelli e sui riquadri della tribuna che si richiamano alla classica simbologia cristiana ripresa dall’arte romanica, come le foglie di palma, gli elementi zoomorfi, i tralci di vite e la rosa casauriense. 

Il candelabro misura circa sei metri e simboleggia Dio nella colonna in pietra che sosteneva un doppio ordine di ceri, che rappresentano gli Apostoli, posti intorno ad un cero di grandi dimensioni rappresentante Cristo risorto. L’altare si trova al centro del presbiterio ed è composto da un sarcofago cristiano, ornato di sculture e risalente al IV-V sec. che un tempo conteneva l’urna con le reliquie di San Clemente; un poderoso ciborio in pietra ornato da rilievi sormonta l’altare e si presume sia stato rifatto nel XV sec., in sostituzione di quello più antico e coevo alla ristrutturazione operata da Leorìate.

Tracce cospicue dei dettami della “scuola casauriense” sono evidenti in alcuni monumenti della Regione, da Santa Maria di Cartegnano, presso Bussi, a San Tommaso, nel comune di Caramanico, a San Barolomeo di Carpineto della Nora, per citare i più famosi.

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