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I luoghi della Fede in Abruzzo |
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I luoghi della Fede in Abruzzo |
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I luoghi della Fede in Abruzzo |
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I luoghi della Fede in Abruzzo |
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Continuità dei Luoghi di Culto La scienza del Miracolo Lanciano (CH) "Folli di Maria" Casalbordino (CH) La sorgente prodigiosa Pescosansonesco (PE) La veronica di Cristo Manoppello (PE) |
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Continuità dei Luoghi di Culto LA CONTINUITÀ DEL MONDO ANTICO DALLA PREISTORIA ALL’INDUSTRIALIZZAZIONE |
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I luoghi di culto ed i riti pagani La straordinaria continuità dei luoghi di culto e di alcuni rituali pagani ha motivazioni più complesse rispetto alla continuità degli oggetti. L’attaccamento
dei popoli italici ad una religione semplice ed essenziale, fatta di dei
concreti, trasfigurazioni di personaggi reali, in particolare Ercole, che viene
raffigurato con la clava e la pelle del leone appena ucciso, rispecchiava e ben
si adattava al loro stile di vita pragmatico, tipico di un ‘economia
agricolo-pastorale. Questo senso esasperato di realismo, che Come potevano delle tribù guerriere che innalzavano templi ad Ercole, accettare una religione che propagandava valori diametralmente opposti alla propria cultura? Inoltre il paganesimo tradizionale veniva correlato ad altri ideali propri della romanità, che nelle città andavano disgregandosi insieme alla stabilità dell’Impero. Per tale motivo, nella tradizione montanara conservatrice, la fedeltà alla religione dei padri potrebbe aver acquisito anche un significato ideologico di resistenza alle nuove idee, sia perché ritenute sovvertitrici di un ordine che aveva, fino ad allora, garantito sicurezza e stabilità. Lo stesso Cristianesimo, penetrato nelle città fin dai primi secoli, riuscì a diffondersi in questo mondo agricolo pastorale molto tardi, solo dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente, tra il VII e l’VIlI secolo. Naturalmente, non fu possibile modificare completamente tradizioni e riti, frutto di una mentalità e della millenaria elaborazione spirituale dell’uomo: la chiesa preferì accettare di inserirsi, conaltrettanto realismo, nei luoghi di culto tradizionali, adattando spesso gli antichi riti pagani alla nuova religione.
Con la sopravvenuta necessità di impiantare i villaggi presso i terreni da coltivare, i neolitici utilizzano le grotte, fino ad allora usate dai cacciatori nomadi come rifugi temporanei, quali luoghi di culto delle divinità. Questa venne infatti identificata dai nuovi agricoltori nella madre terra, fonte di vita. Per venire a più intimo contatto con questa nuova divinità, scavano delle buche in terra nelle profondità delle grotte gettandovi offerte rituali. Sono documentati anche sacrifici umani di bambini, come nella grotta-santuario detta dei Piccioni presso Bolognano (Pescara). Tuttora alcune grotte conservano connotazioni sacrali poiché i santi portati dal cristianesimo si sovrapposero alle divinità terrestri primordiali; come nel caso, molto diffuso, di san Michele Arcangelo, santo che ben si adattava a sostituire la venerazione di Ercole, prediletto dagli antichi pastori-guerrieri italici, sia perché guerriero contro il maligno, sia per la stessa similarità di immagine, con l’arma sollevata nell’atto di colpire, dava nel primo, spada nel secondo.
Le pitture rupestri presso gli eremi Recenti ricerche documentano la presenza di numerose pitture rupestri anche in Abruzzo. Le più antiche sono attribuibili al periodo neolitico e rappresentano soggetti religiosi dipinti in ocra rossa (figure di ‘oranti’ di sacerdoti, ecc.). Più numerose sono quelle del periodo bronzo-ferro eseguite con carboncino, che illustrano in prevalenza scene di battaglia. Si trovano sulle pareti di ripari sotto roccia o di qualche grotta, nella quasi totalità dei casi in luoghi poi abitati da eremiti o sedi di chiese rupestri; un altro elemento, questo, che avvalora la tesi di un loro significato magico-religioso di carattere propiziatorio e la continuità in Abruzzo dei luoghi di culto.
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La scienza del Miracolo Lanciano (CH) |
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La città di Lanciano, da oltre dodici secoli, conserva il primo Miracolo Eucaristico riconosciuto dalla Chiesa Cattolica. Lo straordinario prodigio avvenne nel VII secolo dc. nella chiesa di San Legonziano per il dubbio di un monaco basiliano sulla
presenza reale di Gesù Cristo nel Sacramento.
Durante la celebrazione della messa, il monaco si trovò dinanzi alla trasformazione dell’ostia in carne viva e del vino in sangue vivo, che si raggrumò in cinque globuli diversi per forma e grandezza. Alle varie ricognizioni ecclesiastiche sulla veridicità del miracolo hanno fatto seguito le analisi scientifiche compiute da luminari del campo. I risultati corredati anche da fotografie al microscopio, dimostrano che la carne è vera carne e che il sangue è vero sangue, appartengono alla specie umana ed entrambi hanno Io stesso gruppo sanguigno. L’Ostia-Carne di colore bruno ha le dimensioni dell’ostia grande attualmente in uso nella Chiesa latina ed è custodita in un prezioso ostensorio d’argento di scuola napoletana. Il Sangue coagulato è di colore giallo ocra ed è contenuto in un’antica ampolla di cristallo di Rocca. Il Miracolo Eucaristico è oggi conservato presso la chiesa di San Francesco edificata nel XIII secolo e che ha subito trasforn?azioni barocche nel ‘700. Il complesso del Santuario è attrezzato a ricevere pellegrini portatori di handicap. Come raggiungere il Santuario: A14 uscita Lanciano, seguire le indicazioni che portano alla città e di qui la segnaletica per giungere al Santuario.
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"Folli di Maria" Casalbordino (CH) |
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Il fervore religioso legato al culto del Santuario della Madonna dei Miracoli presso Casalbordino, colpì anche il genio di D’Annunzio che ne descrisse il fanatismo e la religiosità, non sempre autentica, nel romanzo "Il trionfo della m orte’.
Il Santuario trae la sua origine dall’apparizione della Beata Vergine Maria, a un fedele di un paese Iimitrofo avvenuta l’11 giugno 1576. La mattina di quel giorno il fedele si era recato presso il suo podere per accertare i danni procurati da una tempesta che si era abbattuta su tutto il territorio di Casalbordino il giorno precedente. Giunto sul luogo dove oggi sorge il Santuario, udì suonare in paese la campana che annunziava la consacrazione della Santa Messa, come era usanza nelle nostre chiese fino a qualche decennio fa. Il fedele s’inginocchiò con animo penitente adorando il Signore presente nell’Eucarestia. Contemporaneamente apparve la Vergine e una luce viva avvolse tutto il bosco bagnato dalla pioggia. La Vergine parlò all’uomo indicando nel peccato degli uomini la causa della violenta grandinata del giorno precedente e gli affidò il messaggio da riferire al parroco di Pollutri affinchè predicasse la santificazione dei giorni festivi, dimenticata dai parrocchiani impegnati nel lavoro dei campi. Inoltre Io rassicurò che il suo campo non aveva subito alcun danno. In quello stesso anno venne realizzata una cappella sul luogo dell’apparizione. Oggi la cappella si presenta come un grande e accogliente tempio di culto costruito dai monaci benedettini nel XX secolo. I festeggiamenti della Madonna dei Miracoli si celebrano dal 9 aI I 5 giugno con cortei di penitenti e canti religiosi. Come raggiungere il Santuario: A14 uscita casello Vasto Nord-Casalbordino, imboccando la statale che porta al paese. Per giungere al Santuario seguire la segnaletica.
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La sorgente prodigiosa Pescosansonesco (PE) |
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Sotto una roccia, con una fonte miracolosa, sorge il Santuario del Beato Nunzio Sulprizio. Egli nacque a Pescosansonesco ai primi delI’800 da una modesta famiglia. Rimasto orfano visse la sua infanzia presso la nonna materna che, benché analfabeta, Io educò alla preghiera e alle buone azioni. Alla morte di quest’ultima fu costretto ad andare a vivere da uno zio fabbro violento e alcolizzato che Io maltrattava. Abbandonato completamente a se stesso, il ragazz o si ritirò
poco fuori dall’abitato del paese presso una grande rupe di colore
rossastro dalla quale sorgeva acqua limpida e fresca. Qui Nunzio lavava
una brutta ferita alla caviglia che era diventata una piaga. Dopo un
ricovero all’ospedale dell’Aquila, uno zio soldato Io portò con sé a
Napoli dove un altro ufficiale Io prese a cuore e lo accolse in casa
sua.
Il giovane morì di carie ossea all’età di diciannove anni circondato dall’amore di tanti fedeli napoletani che lo chiamavano "lu santiarello nuostro". Fu allestita per lui una camera ardente nel Maschio Angioino. Si racconta che dopo la sua morte ci furono delle apparizioni durante le quali il Venerabile parlò e diffuse un prodigioso profumo proveniente dalla sua piaga. Giovanni XXIII emanò un decreto che lo designava il futuro protettore degli operai e nel 1963, Papa Paolo VI lo beatificò. Negli ultimi anni il Santuario è stato ampliato per contenere la moltitudine di pellegrini che va a rendere omaggio alle sacre spoglie del Beato. I festeggiamenti in onore del Beato Nunzio si celebrano il 5 maggio. Come raggiungere il Santuario: A25 uscita Casauria-Torre de Passeri. Seguire le indicazioni Pescosansonesco e di qui la segnaletica che indica l’ubicazione del Santuario.
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La veronica di Cristo Manoppello (PE) |
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Il santuario del Volto Santo di Manoppello, dopo quasi cinque secoli è ancora luogo di culto per centinaia di migliaia di fedeli. La leggenda racconta che un Angelo in veste di pellegrino,
consegnò neI 1506, un piccolo involto al dottor Giacomo Antonio Leonello
con la viva raccomandazione di tenere cara quella devozione che a tutti
avrebbe portato pace e benessere spirituale e materiale.
Nell’aprire l’involto l’uomo si trovò di fronte all’immagine dolorante di Gesù impresso su un velo quasi inconsistente. Il Velo è oggi collocato tra due vetri, l’immagine è perfettamente visibile nel retro e nel verso con colori che si possono individuare solo da una certa angolatura e l’espressione della figura in esso rappresentata non è riproducibile da mano dell’uomo, quasi si trattasse di una vera e propria apparizione. Infatti l’espressione del volto rivela un’intensità profondamente umana e misteriosamente divina. NeI 1718 Papa Clemente XI concesse l’indulgenza plenaria a tutti i pellegrini che si recavano a visitare il Santuario. Il Santuario è attualmente gestito dai Frati Minori Cappuccini con l’annessa casa del Pellegrino. I festeggiamenti al Volto Santo si celebrano la seconda domenica di maggio. Come raggiungere il Santuario: A25 uscita Alanno-Scafa, seguire indicazioni per Manoppello e di qui la segnaletica che porta al Santuario.
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La scala del perdono divino Campli (TE) |
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Il privilegio della Scala Santa alla città di Campli fu attribuito da Papa Clemente XIV neI 1772 grazie all’intermediazione deII’awocato Gianpalma Palma. La scala è costituita da 28 gradini in legno di quercia da salire pregando in ginocchio; dopo tale penitenza, il fedele riceve l’assoluzione dai propri peccati e in alcuni giorni dell’anno persino l’indulgenza plenaria con lo stesso valore di quella che si ottiene presso la Scala Santa di Roma. Lungo le pareti tele del XVIII sec. che rappresentano i momenti più significativi della Passione di Gesù. In cima alla Scala si trova il Santa Sanctorum con l’altare e la tela del Salvatore che libera il devoto dai peccati e gli affreschi a grandezza naturale di Papa Clemente e di Sant’Elena. A questo punto, il credente purificato nella sua anima può ridiscendere la Scala a piedi, accompagnato dalle gioiose scene della Resurrezione. Quello della Scala Santa è un rito religioso molto impor- tante. Secondo la tradizione, priva di fondamento storico, fu Gesù che salendo e scendendo dal pretorio di Pilato consacrò la pietra dei gradini con il suo sangue. Come raggiungere Campli: Autostrada per Teramo (A24 da Roma o A14 da Pescara) Seguire la statale 81 per Campli.
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Sulla strada di S. Francesco Isola del Gran Sasso (TE) |
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San Gabriele dell’Addolorata (Francesco Possenti) è uno dei Santi più popolari del mondo.
Il suo Santuario situato ai piedi del Gran Sasso, è visitato ogni anno da due milioni di pellegrini. Francesco nato ad Assisi nel 1838, rimase orfano di madre e si trasferì con la famiglia a Spoleto (PG). Qui vi trascorse la sua spensierata adolescenza frequentando la scuola con ottimo profitto pur non trascurando i suoi doveri cristiani. Fu durante una processione della Sacra Icona di Spoleto che raccolse l’invìto della Madonna a prendere i voti. Nel settembre deI 1856 entrò nel noviziato dei Passionisti di Morrovalle (MC) cambiando il nome in Gabriele dell’Addolorata, in onore della Madonna. Trascorse gli ultimi anni nel conventino di Isola del Gran Sasso dove morì di tubercolosi a soli 24 anni. Condusse una vita semplice fatta di preghiere, meditazione e di opere di bene. Nel 1892, quando vennero esumate le sue spoglie, cominciarono a verificarsi i primi prodigi. Venne dichiarato Beato da Pio X e proclamato Santo da Benedetto XV nel 1920. Sei anni più tardi divenne compatrono della gioventù cattolica italiana e Giovanni XXIII lo dichiarò patrono d’Abruzzo. Il Santuario di San Gabriele fu costruito sui resti di un antico complesso conventuale fondato nel 1216 in seguito ad una visita di San Francesco d’Assisi. I festeggiamenti in onore del Santo si celebrano il 27 febbraio con una festa liturgica e l’ultima domenica d’agosto con una festa popolare. Come raggiungere il Santuario: A24 uscita San Gabriele seguire poi le indicazioni.
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I luoghi della Fede in Abruzzo |
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